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OGNINA, CATANIA

La vita nel porticciolo attraverso i pescatori, le forme e gli oggetti 

Forme di ogni tipologia, dimensione e colore che ci raccontano usanze, abitudini e gesti ripetuti nel tempo ma mai uguali a se stessi. In una piccola borgata periferica di Catania, nota come Porto Ulisse e anche come il "porticciolo" di Ognina, ogni oggetto, dal più piccolo al più grande ha la sua storia. Una storia che è anche quella delle persone che li hanno utilizzati.

 

Strumento di lavoro fondamentale per la riuscita e la fortuna di una giornata di pesca, le reti sono stipate quà e là per il porto. Aspettano solo di essere riparate o utilizzate dai pescatori. Camminando per il piccolo porto si notano grandi secchi sistemati uno vicino all'altro, pronti ad accogliere grandi quantità d'acqua per la pulizia del pesce appena pescato. Un coperchio di barattolo di vernice, dei guanti e delle pezze vecchie e sporche di grasso sopra il davanzale di una finestrella di una casetta, a testimonianza di lunghe e faticose riparazioni effettuate da un pescatore seduto sulla propria barca.

 

Si trovano altre forme di oggetti lungo il cammino come un retino abbandonato e arruginito, la cui funzione ormai si riduce a relitto facente parte integrante del tessuto urbano. Dei parabordi lungo un lato del molo e uno dei tanti ganci per l'ormeggio delle barche. 

 

Oggetti di un luogo storico della nostra città che racchiude significati e significanti di intere vite.