• Dario Lo Presti

WORKSHOP SULL'AUTORITRATTO FOTOGRAFICO. Associazione culturale Artea


L’Associazione Culturale “Artea” di Catania è stato lo scenario di un interessante quanto divertente e stimolante workshop di fotografia, curato dalla fotografa Rosaria Forcisi, sul tema dell’Autoritratto. Un tema di grande fascino anche per i tanti interrogativi che suscita. Lo scopo è quello di affinare la propria tecnica e sensibilità fotografica, ma soprattutto capire come ci vediamo, ci immaginiamo, come vorremmo essere e come siamo. Si tratta di un viaggio alla scoperta e alla conoscenza di se stessi, delle proprie emozioni e della propria capacità espressiva attraverso l’utilizzo del mezzo fotografico.

L’incontro si è strutturato in tre momenti corrispondenti a tre sessioni fotografiche su un tema specifico. I partecipanti sono stati invitati a mettersi in gioco sperimentando se stessi. Ciò è stato fatto attraverso l’interpretazione di un ruolo, la creazione di un autoritratto e la visione sia individuale che di gruppo dell’opera con i relativi commenti e suggerimenti tecnico/artistici.

Il primo esercizio prevedeva l’interpretazione di un personaggio e la successiva creazione di una foto segnaletica. In particolare occorreva realizzare due fotografie, con una prospettiva frontale e laterale del soggetto. La seconda prova è stata una sperimentazione in stile “Actor’s Studio”. Questa sessione prevedeva una serie di autoritratti in cui il partecipante doveva interpretare qualcun altro. Ad esempio personaggi del mondo dello spettacolo, dello sport, personaggi storici, famosi attori cinematografici attuali o del passato. Per la buona riuscita di questa prova, era importante trovare una corrispondenza tra il come “ci si vede e vorrebbe essere” e le caratteristiche del personaggio interpretato dall’attore scelto. Nel terzo e ultimo esercizio veniva chiesto ai partecipanti di creare un’ultima immagine di se stessi. Una rappresentazione da lasciare ai posteri e che sopravviva nel tempo.

Il workshop è stata un’esperienza, seppur di natura sperimentale, che può essere alla portata di tutti e merita ulteriori approfondimenti. Una sorta di performance in cui si esce da se stessi, e ci si immagina in maniera diversa da quello che siamo. In questo è rintracciabile il bisogno di essere e sperimentare un po’ tutto per diventare “l’altro”. L’autoritratto può essere un valido strumento per unire l’immagine interna ed esterna. Un modo per trovare la propria essenza attraverso il nostro corpo e il nostro volto attuali. L’aspirazione ad inseguire le molteplicità degli io che convivono in noi è tipica dell’età in cui viviamo, in cui è forte il bisogno di lasciare un’immagine di sé che sopravviva nel tempo.

Da sottolineare inoltre che un lavoro fotografico di questo genere può anche assumere una valore terapeutico. Infatti, attraverso lo sguardo, l’auto-ritrattista acquisisce un triplice ruolo perché è al tempo stesso autore, soggetto e spettatore. Da ciò si comprende quale possa essere la potenza comunicativa dell’autoritratto. L’autore attira verso di sé lo spettatore come se volesse dirgli“questo riguarda te”, lo invita ad immergersi nella complessa dinamica di identificazioni e relazioni tra i tre ruoli. Attraverso tale scambio l’autore assicura la sua immortalità nella mente dei posteri.




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